Castello Sforzesco
Galleria
Il Castello Sforzesco di Milano è uno di quei luoghi dove annoiarsi è impossibile. A cominciare dall’ambiente decorato da Leonardo da Vinci, la sala delle Asse sotto la torre Falconiera (attualmente chiusa per restauro), e l’ultimo capolavoro di Michelangelo, la “Pietà Rondanini”, esposta in un museo creato apposta per lei. Poi si visitano una grande pinacoteca e una serie di musei per tutti i gusti (il Museo Egizio, quello archeologico, d’Arte antica e d’Arte decorativa, del Mobile, degli Strumenti musicali…), importanti biblioteche d’arte. Intorno, accoglienti cortili, mura merlate, torrioni imponenti e torri da fiaba, a partire dalla monumentale torre del Filarete: è quella che dà accesso al cortile maggiore, detto “piazza d’Armi”.
La storia del castello iniziò nel ’300. All’epoca, era una semplice fortezza. Caduti gli Sforza, con il passaggio di Milano in mani straniere il castello decadde. Sotto il dominio spagnolo, da residenza di corte tornò a essere una fortezza, poi venne gravemente danneggiato tra il ’700 e il primo ’800; deve l’aspetto attuale a una ricostruzione condotta tra il 1893 e il 1905 in stile eclettico da Luca Beltrami.
Il nucleo più antico è la cosiddetta “Rocchetta”, che si trova a sinistra sul lato di fondo della piazza d’Armi, quello opposto alla torre del Filarete. Lasciando il cortile maggiore si accede alla Corte Ducale, cuore della vita di corte nel secondo ’400, quando il castello visse il suo periodo di massimo splendore: era il tempo di Galeazzo Maria Sforza e di Ludovico il Moro, signori di una corte frequentata da intellettuali e artisti del livello di Leonardo e Bramante. Sulla sinistra della Corte Ducale si accede al cortile della Rocchetta, di fronte si staglia la loggia ducale mentre a destra corre il portico dell’Elefante (1473 circa). Dalla Corte Ducale, attraverso la porta del Barcho si esce dal castello e ci si ritrova nel verde del parco Sempione.