Catacombe di San Sebastiano

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Catacombe di San Sebastiano: il luogo che ha dato il nome ai cimiteri sotterranei

Il termine catacomba nasce qui, al terzo miglio dell'Appia Antica. Ad catacumbas, "presso le cavità": era il nome di questa zona, segnata da un profondo avvallamento dovuto alle cave di pozzolana sottostanti. Da questo toponimo, per estensione, si iniziò a chiamare catacombe i cimiteri sotterranei cristiani. Le gallerie delle Catacombe di San Sebastiano si estendono per circa 12 km.

La Memoria Apostolorum e i 600 graffiti

Intorno al 250 d.C., durante le persecuzioni di Decio, la tradizione vuole che i corpi degli apostoli Pietro e Paolo siano stati temporaneamente trasferiti qui. Il luogo prese il nome di Memoria Apostolorum e vi fu costruita la Triclia, un cortile porticato le cui pareti conservano oltre 600 graffiti con invocazioni ai due apostoli in latino, greco, siriaco e aramaico: uno dei complessi epigrafici più rilevanti dell’antichità cristiana.

Dalla basilica costantiniana a Scipione Borghese

Nel IV secolo sulla Triclia sorse una basilica circiforme a tre navate: planimetria di forma rettangolare con semicerchio in uno dei lati corti, tipica dell'architettura paleocristiana. Nell'VIII secolo fu dedicata a San Sebastiano, martire ucciso sotto Diocleziano. La forma attuale risale al restauro del cardinale Scipione Borghese (inizio 1600), intervenne riutilizzando in parte la struttura dell’edificio originario.

Finanziato con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Missione 1 - Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Componente 3 - Cultura 4.0 (M1C3).
Misura 2 «Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale»

Investimento 2.1 - «Attrattività dei borchi storici» Linea B.
Progetti locali di rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borchi storici

Beneficiario: IterTour S.r.l.s.
Importo concesso: 64.000€
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