La statua della Spigolatrice di Sapri

Sapri
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Il poeta Luigi Mercantini, famoso rappresentante della poesia lirica di ispirazione patriottica, affida all’allegorica figura femminile della Spigolatrice, il punto di vista sulla rivolta, purtroppo fallita da parte di alcuni esponenti mazziniani, finita con il massacro della spedizione dei “trecento” a Padula.

La donna, lavoratrice dei campi che smette di raccogliere i chicchi delle spighe cadute durante la mietitura del grano, segue al contrario assai interessata (essendosi invaghita del patriota Pisacane), i combattimenti, fino ad assistere, completamente impotente, alla sanguinosa disfatta dei detenuti politici dalla prigione di Ponza, mandati in battaglia, aggrediti dagli stessi contadini e dalle truppe borboniche.

Emanuele Stifano, giovane scultore cilentano ed autore della statua bronzea, inaugura l’opera il 25 settembre del 2021 grazie all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Gentile sotto la supervisione speciale di Giuseppe Conte, vuole rappresentarla con lo sguardo fiero rivolto verso le acque limpide e chiare del Cilento, spalle scoperte, con le spighe di grano avvolte da un braccio e l’altro abbandonato lungo la linea sinuosa del suo corpo formoso, cinto da una veste velata che, mossa dalla brezza marina, lascia trasparire le graziose curve femminili.
"Non doveva essere un’istantanea fedele di una contadina dell’800, voleva bensì rappresentare un’idea di donna, evocarne la fierezza, il risveglio di una coscienza”… Queste, le parole dello scultore Stifano, che orgoglioso difende la sua opera dagli attacchi e le critiche a lui rivolte a causa di una rappresentazione femminile troppo suadente, sensuale, con le sue forme troppo accentuate e fuorvianti, ed uno sguardo esageratamente ammiccante diretto verso il mare.

Lo stesso sindaco Gentile, dal canto suo, supporta il giovane autore e la sua scultura che descrive come un’opera “realizzata con maestria ed impeccabile interpretazione”, la cui potenza visiva supera di gran lunga il bigottismo ed il moralismo celato dietro una lunga polemica avvenuta già a partire dal giorno dell’inaugurazione dell’opera.

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